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sabato 16 maggio 2015

Le donne come schiave personali e oggetti


Pensando alla donna, ci viene normalmente da pensare a qualcuno che cerca, nonostante tutto, di mantenere le stesse abitudini e tradizioni in qualsiasi momento, per far sentire a loro agio quelli che le stanno attorno, specialmente nei momenti più drammatici come nel caso dello scoppio di una guerra.

Le donne sono quelle che soffrono di più perché spesso si lasciano sottomettere dai nemici pensando di fare la scelta migliore.
Durante il conflitto balcanico, ma non solo, troppe donne sono state trasformate in oggetti, schiave personali e troppe ragazzine sono state costrette a diventare donne troppo presto. 
A distanza di 15 anni la violenza e l’orrore della guerra purtroppo sono ancora vivi e presenti sui corpi delle vittime della violenza sessuale e continueranno a rimanerci all’infinito. 
Questo è inaccettabile, ed è per questo che secondo me ognuno di noi non usufruisce di coloro più deboli. 


Girnet Maricica

Le conseguenze della guerra


A est dell’ italia e con essa confinante c’è la ex jugoslavia , che fino agli anni novanta era una federazione di stati diversi, ma in pace tra loro grazie all’ influenza di Tito. 
Dopo la sua morte sono scooppiati però dei conflitti in quanto i vari stati volevano ottenere l’ indipendenza. 
In questa guerra si sono verificati crimini contro l’ umanità e violazioni del dirittto internazione di guerra e ci sono stati saccheggi,stragi, uccisioni. Questo ha sconvolto naturalmente la vita quotidiana. 
Fino allo scoppio della guerra le persone, anche se di  etnia e religioni diverse, vivevano in pace e d’ accordo. 
Con l’ inizio del conflitto è cambiata la mentalità della gente. Quelli che prima erano amici e vicini di casa. 

L'umiliazione delle donne

Le prima vittime della guerra in Bosnia ed Erzegovina sono state le donne, che hanno subito danni morali e fisici.
La violenza sessuale compiuta sulle donne è attualmente riconosciuta come una forma di genocidio, perché commessa per distruggere un gruppo specifico di individui. 
Le forze serbe, dopo la morte di Tito, si basarono sulla violenza sessuale e le torture fisiche per distruggere, usando questo come arma per la pulizia etnica. 
Oltre a questi stupri di massa venivano ammazzate, torturate, forzate a fare lavori senza dignità e senza limiti di età.
Queste donne vittime soffrono ora di molte malattie sia fisiche che mentali causate da questi atti che hanno violato, in passato, la loro libertà.
Molte sono rimaste invalide, non potranno più avere figli o addirittura rimaste da sole perché disonorate. 
Altre soffrono mentalmente per il trauma, hanno  sbalzi d’umore, depressioni e difficoltà nei rapporti sessuali e con le persone. 
Per l’amarezza, la paura del giudizio, la vergogna molte donne hanno deciso di non raccontare l’avvenuto, rimanendo in silenzio e, a causa di questo, non si sa quante sono le vittime. 
Solo attraverso le testimonianze di persone che hanno realmente vissuto questo, possiamo cercare di comprendere quanta sofferenza ci sia dietro, ma sarà difficile immedesimarsi completamente in queste persone.
In quanto ragazza mi sento umiliata per l’accaduto e penso che gli unici rimedi siano la punizione e il non dimenticare quanto successo.   

Michelle Masiero

mercoledì 13 maggio 2015

Il timore del termine e dell'infinito

Dopo la morte di Tito (presidente della repubblica socialista federale di Jugoslavia) nel 1980 l'ex Jugoslavia  si trovò alla porta di una dissoluzione della federazione, comportando  rivolte tra i stati attuali componenti.
Una delle tante guerre sanguinose ricordate fin oggi è avvenuta in Bosnia ed Erzegovina; una guerra che ha puntato al genocidio e alla pulizia etnica di minoranze, tutto per omogenizzare il territorio a costi cechi.
Non sappiamo precisamente cosa è girato in mente ai politici dell' epoca e chi ha voluto prefazionare questo obbiettivo, ma possiamo trovare testimoni e vittime anche ad'oggi di questa guerra.
La guerra non è stato solo una macchia nera nella storia ma un indelebile nero nel tempo.
Nei testi e nei documenti troviamo solo nero su bianco, numeri e fatti, sì, quello realmente è accaduto ed è stato però anche altro non scritto è stato.
Avendo assistito alcuni testimoni, anche dopo anni e anni di cambiamenti, ricordano nei minimi dettagli i dolori e rabbia che hanno provato e che provano anche adesso; sono stati vittimi di schok psicologici e abusati di orrori e trattati in modo discriminanti per le proprie radici.
Non riusciremo a sentire quello che hanno provato in quel periodo, ma possiamo solo ricordare questo per non ripeterlo più.
                                                                                      
      
                                                                    Hu Lina

Una guerra passata alla storia, ma dimenticata da molti


Il genocidio del 1992 a Sarajevo ha portato molti morti tra cui la maggior parte civili e molti bambini.
Le persone a cui sono stati tolti più diritti sono le donne perché venivano usate come oggetto di divertimento dai soldati, inoltre venivano spesso violentate.
La violenza che le donne hanno subito è stata molto atroce, infatti molte portano ancora i segni di ciò che è accaduto e soprattutto non dimenticheranno mai ciò che hanno dovuto subire.
Uno degli episodi a noi raccontati durante uno spettacolo e che ricordo di più perché mi ha colpito è stato l’episodio del ponte dei cecchini dove molte persone sono state uccise mentre lo attraversavano.
Le vittime non era consapevoli di ciò che gli stava per succedere. Non potevano neanche immaginare che da un momento al l'altro la loro vita finiva così, per mano di un cecchino.
Oltre a ciò ricordo bene l’episodio della piazza di Markale, dove si svolgeva il mercato, che è stata bombardata mentre migliaia di persone erano lì.
Secondo me questo è stato un atto molto crudele perché dopo il bombardamento nella piazza si vedevano solo corpi straziati di donne, bambini e anziani, una scena che solo a pensarci mi vengono i brividi.
Inoltre i soldati serbi che si rifiutavano di partecipare alla persecuzione dei musulmani venivano uccisi e i loro corpi venivano gettati in strada e lasciati lì per settimane.

                                   

 Fabris Valentina

venerdì 8 maggio 2015

Mi chiedo perché, ma non so darmi una risposta

Tra il cinque aprile 1992 e il ventinove febbraio 1996 vi è stato l'assedio di Sarajevo. È stato l'assedio più lungo avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina e il più lungo della storia bellica moderna. Vide scontrarsi il governo bosniaco, che aveva dichiarato l'indipendenza, contro l'armata popolare jugoslava e le forze serbe.
Ora, vorrei concentrarmi sul ruolo religioso. L'assedio vi fu per cause politiche quindi perché condurre una campagna di pulizia etnica?
Mi chiedo perché le forze serbe abbiano condotto questa campagna.
Mi chiedo perché bisogna perseguitare un popolo solo perché ha idee, ideali, usanze diversi, solo perché non ha lo stesso orientamento religioso e politico.
Mi chiedo perché debba nascere un conflitto solo perché non si condividono le stesse idee, le stesse credenze.
Non so rispondere a queste domande, ma non dovrei essere l'unico a pormele.
Perché non si riesce a risolvere una controversia con la diplomazia?
Mi chiedo cosa stesse facendo il resto del mondo mentre migliaia di uomini, donne, bambini venivano uccisi da altri uomini. Con che diritto un uomo può togliere ad un altro uomo la vita, la dignità, la propria moglie, i propri figli. La guerra in Bosnia è solo uno dei tanti casi in cui tutto ciò avviene. E il resto del mondo cosa sta facendo?
Nulla.

Vi ricordo che se non alimentiamo la memoria, la storia si ripete.
El Haddaoui Soufiane